aforismi

IL VINO E'UNO DEI MAGGIORI SEGNI DI CIVILTA' NEL MONDO. Wine is oneof the most civilized in the world ( Ernest Hemingway )

lunedì 15 marzo 2010

fiano di avellino


campania

bianco - white


Riconoscimento legale: parere favorevole pubblicato su GU n.87 del 14-04-2003.
Già riconosciuto DOC con DPR del 1978 pubblicato su GU dello stesso anno,modificato con DM del 1991 pubblicato su GU dello stesso anno.
Zona di produzione: comprende i comuni di Aiello del Sabato,Atripalda,Avellino,Candida,Capriglia Irpina,Cesinali,Contrada,Forino,Grottolella,Lapio,Manocalzati,Mercogliano,Montefalcione,Monteforte Irpino,Montefredane,Ospedaletto d'Alpinolo,Parolise,Pratola Serra,Salza Irpina,San Michele di Serino,San Potito Ultra,Santa Lucia di Serino,Sant'Angelo a Scala,Santo Stefano del Sole,Sorbo Serpico e Summonte,tutti in provincia di Avellino.
Uve: fiano min.85%,greco e/o coda di volpe e/o trebbiano toscano max.15%.
Titolo alcolometrico minimo: 11,5%
Affinamento: il disciplinare non prevede alcun periodo di affinamento ma questo vino può essere apprezzato tra 1-3 anni dalla produzione.
Altre tipologie della denominazione: il Fiano di Avellino può riportare in etichetta la menzione tradizionale di origine classica Apianum.
Temperatura di servizio: 8-10 °C


Il colore del Fiano di Avellino secco è un bel giallo paglierino intenso.
Il profumo è fine e fruttato,con sfumature di mela annurca,limoncella,la tipica nocciola fresca e qualche ricordo di fiori e minerali.
Il sapore è fresco e sapido,ben equilibrato da una morbidezza che acquista importanza nel tempo,quando si attenuano alcune sensazioni un po' aggressive.
Abbinamento: questo vino si abbina molto bene con spaghetti con le vongole,grigliate di crostacei e pesce,zuppe marinare,pesci al forno con erbe aromatiche,oltre che con i tradizionali calzoni e pizze.


Il Fiano di Avellino,ottenuto dall'omonimo vitigno,è da tempo una delle migliori espressioni dell'enologia campana e,pur con le debite considerazioni,il parere favorevole appena ricevuto per il riconoscimento a DOCG ne è una conferma.
Alcuni produttori stanno proponendo anche interessanti versioni di Vendemmie tardive e Passiti,a volte ottenuti con uve attaccate dalla Botrytis cinerea,chicche per pochi intenditori.

vino nobile di montepulciano


toscana

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con DPR del 1989,pubblicato su GU dello stesso anno (che ha sostituito il DPR del 1980,modificato con Decreti del 1996 e del 1999).
Zona di produzione: comprende parte del comune di Montepulciano,in provincia di Siena.
Uve: sangiovese,qui chiamato prugnolo gentile,min. 70%,canaiolo nero max.20%,ammesse altre max.20% (max.10% a bacca bianca,escluse le uve aromatiche,con l'eccezione della malvasia bianca lunga).
Titolo alcolometrico minimo: 12,5%
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di affinamento di 26 mesi,ma l'epoca migliore per il consumo è mediamente 9-12 anni.
Altre tipologie della denominazione: la tipologia Riserva prevede un titolo alcolometrico minimo di 13% e un periodo minimo di affinamento di 38 mesi.
Temperatura di servizio: 18-20 °C.


Il colore è rosso rubino più o meno intenso,che vira verso il granato con la maturazione,durante la quale il sangiovese esprime un ottimo spessore gustativo,sempre con grande eleganza.
Il profumo è intenso e fine,con sfumature di marasca,prugna,viola appassita e una delicata speziatura.
Il sapore è secco,caldo,morbido e dotato di tannini che contribuiscono a determinare una bella struttura e un buon equilibrio gustativo.
Abbinamento: il Vino Nobile di Montepulciano è un vino ricco di sensazioni intense e persistenti,che si abbinano molto bene a pappardelle con ragù di cacciagione,fiorentina e tagliata,"arrosto morto"(ricetta regionale che prevede una cottura molto lunga in pentola),faraona al cartoccio,brasato al Vino Nobile,arista di maiale alla fiorentina,pecorino toscano e sardo e altri formaggi come fiore sardo,ragusano e raschera.


La zona di produzione del Vino Nobile di Montepulciano è caratterizzata da un terreno ricco di argilla alternata a sabbia,substrato ideale per la coltura del prugnolo gentile,clone di sangiovese,che qui da vita a un vino di pregio,prodotto in quantità limitata.
Le uve vengono selezionate e vinificate con cura.In seguito il vino viene messo in botti di rovere francese e di Slavonia,nelle quali migliora e affina il suo carattere.

giovedì 11 marzo 2010

montepulciano d'abruzzo colline teramane

abruzzo

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconusciuta con DM del 2003,pubblicato su GU dello stesso anno.
Zona di produzione: comprende i territori di altitudine non superiore ai 450 metri slm della provincia di Teramo.
Uve: montepulciano min 90%,sangiovese max 10%.
Titolo alcolometrico minimo: 11,5%
Affinamento: il disciplinare prevede un affinamento minimo di 2 anni a partire dal 1° gennaio successivo alla vendemmia,di cui almeno un anno in botti di rovere o castagno,e 6 mesi in bottiglia.Questo vino può dare ottimi risultati tra i 2-5 anni dalla produzione.
Altre tipologie dalla denominazione: il Montepulciano Colline Teramane Riserva prevede un periodo minimo di affinamento di 3 anni.
Temperatura di servizio: 16-18 °C.


Il colore è rosso rubino profondo,e nella versione Riserva,dopo un periodo più lungo di affinamento,acquista riflessi granato.
Il profumo è intenso e fruttato,con sfumature di frutta matura,ciliegia sotto spirito,fiori rossi e,nel tempo,si arricchisce di toni speziati,di tabacco e legno tostato.
Il sapore è secco e caldo,dotato di ottima morbidezza,necessaria a equilibrare la tannicità piuttosto decisa.
Abbinamento: il Montepulciano Colline Teramane si abbina molto bene con primi piatti conditi con sughi di carne,carne rosse,maiale e agnello al forno,formaggi saporiti e stagionati.


Il Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane si è di recente staccato dalla DOC Montepulciano d'Abruzzo,della quale rappresentava una Sottozona di produzione,conquistando una propria autonomia.Il montepulciano è un vitigno molto diffuso in Abruzzo e in tutto il centro Italia.Se viene coltivato con cura e opportunamente vinificato,può dare grandissimi vini,di ottima struttara ed eleganza.

martedì 9 marzo 2010

brunello di montalcino


toscana

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con Decreto del 1998,pubblicato su GU dello stesso anno (che ha sostituito i precedenti decreti del 1996,1991 e 1980).
Zona di produzione: comprende il comune di Montalcino in provincia di Siena.
Uve: sangiovese,quì denominato brunello.
Titolo alcolometrico minimo: 12,5%.
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di 50 mesi,di cui almeno 2 anni passati in botti di rovere.L'epoca migliore per il consumo può raggiungere i 10-20 anni,ma le grandi annate garantiscono una tenuta ancora più lunga.
Altre tipologie della denominazione: la tipologia Riserva prevede un periodo minimo di affinamento di 62 mesi.
Temperatura di servizio: 18-22 °C.


Il colore è rosso rubino intenso tendente al granato (o è decisamente granato se l'affinamento in bottiglia è durato molti anni),limpido e consistente.
Il profumo è caratterizzato da un bouquet molto elegante e intenso,con sentori di confetture di frutta rossa,pepe nero e cannella,legno e liquirizia,a comporre un insieme complesso e davvero affascinante.
Il sapore è secco,caldo e morbido,sapido e dotato di tannini nobili che ne arricchiscono in modo sontuoso la struttura,che sfuma lentamente in bocca,lasciando uno splendido ricordo.Tutto questo grazie alla personalità del sangiovese,con una freschezza che dona grande equilibrio e permette di apprezzare questo vino anche dopo molti anni,addirittura decenni se elaborato nelle annate migliori.
Chi avesse qualche bottiglia del 1990 e 1995 dovrebbe ancora pazientare,perchè potrebbe essere ripagato da una gradevole sorpresa.
Abbinamento: piatti a base di carni rosse,anche salate e arricchite dall'aromaticità di funghi e tartufi,cinghiale in agrodolce,lepre in salmì,importanti formaggi stagionati,come il parmigiano reggiano,il pecorino di fossa e il bitto.


Il Brunello di Montalcino è uno dei grandissimi vini che,amati e stimati in tutto il mondo,tengono alto la bandiera dell'enologia italiana.
Le sue radici affondano nell'Ottocento,quando una famiglia che ormai si identifica con questo vino,si dedicò alla coltivazione del "brunello",clone di sangiovese diffuso in questa zona,resa attraente da un paesaggio raffinato e riposante,perfettamente disegnato tra morbide ondulazioni collinari e vigneti.
Chi si trovasse a visitare queste zone non potrà fare a meno di visitare la splendida Montalcino,cittadina medievale situata 40 km a sud i Siena,per assaporare un bicchiere di questo "nettare",magari accanto a piatti della cucina classica oppure,come vino da meditazione,davanti a un camino,in una bella tenuta tra le colline.

chianti classico


toscana

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con Decreto del 1996,pubblicato su GU dello stesso anno (che ha sostituito il DPR del 1984).
Zona di produzione: la stessa delimitata con Decreto Interministeriale del 1932 (confermata dai DPR del 1963,1967 e 1984),estesa per 70.000 ettari e compresa tra le province di Firenze e Siena.Include interamente i comuni di Castellina in Chianti,Radda in Chianti,Gaiole in Chianti,Greve in Chianti e parte di San Casciano in Val di Pesa,Barberino Val d'Elsa,Castelnuovo Berardenga,Tavarnelle Val di Pesa e una piccola parte di Poggibonsi.
Uve: sangiovese 75-100%,canaiolo nero max.10%,malvasia bianca lunga e/o trebbiano toscano max 6%,ammesse altre a bacca rossa max.15%.
Titolo alcolometrico minimo: 12%
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di affinamento di 11 mesi,ma l'epoca migliore per il consumo è mediamente 4-6 anni,fino a più di 10 per il Chianti Classico Riserva.
Altre tipologie della denominazione: la tipologia Riserva prevede un titolo alcolometrico minimo di 12,5% e un periodo di affinamento di 29 mesi.
Temperatura di servizio: 16-20 °C.


Il colore è in genere rosso rubino,con eventuali riflessi granato.
Il profumo è intenso e fine,con riconoscimenti di frutta a bacca rossa matura,confettura di more e lamponi,sfumature di vaniglia e cannella e viola mammola.
Il sapore è caldo e morbido,con tannini delicati e buona sapidità,che sfumano in una persistenza aromatica fruttata e leggermente ammandorlata.Un bel vino,da apprezzare soprattutto nelle grandi annate.
Abbinamento: ideale con carni rosse,salumi e formaggi stagionati,soprattutto nella tipologia Riserva.


La zona del Chianti Classico è la culla in cui è nato questo vino,molte aziende si sono adoperate,investendo anche grandi capitali,per rendere più moderno e piacevole il suo gusto,ottenendo un prodotto morbido ed equilibrato.Il segreto? La composizione e la porosità del terreno,la ventilazione,l'altitudine,i boschi che attenuano il caldo estivo e,forse,il fascino particolare di questi luoghi.Non è un caso che capi di Stato,imprenditori e artisti di tutto il mondo vengano a riposarsi e a gustare incomparabili bellezze naturali ed enogastronomiche.
L'area di produzione è ristretta e comprende pochi comuni,tra i quali Radda in Chianti,che nel 1425 fu a capo della Lega del Chianti,sotto il simbolo del Gallo Nero,oggi emblema del Chianti Classico.
Il Chianti Classico,più elegante e strutturato del Chianti "normale",mostra una migliore predisposizione a essere affinato,soprattutto nella versione Riserva.
Anche il Chianti Classico può essere prodotto con il metodo del "governo alla toscana" (vedi Chianti).

lunedì 8 marzo 2010

chianti


toscana

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con Decreto del 1996,pubblicato su GU dello stesso anno(che ha sostituito il DPR del 1984,modificato con Decreto del 1997).
Zona di produzione: comprende parte delle province di Firenze,Siena,Arezzo,Pisa e Pistoia,in un territorio delimitato con DPR del 1967 (riconoscimento DOC).
Uve: sangiovese 75-100%,canaiolo nero max.10%,malvasia bianca lunga e/o trebbiano toscano max.10%,ammesse altre a bacca rossa max.10%.
Titolo alcolometrico minimo: 11,5%
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di 4 mesi,ma l'epoca migliore per il consumo è mediamente dopo 2-4 anni.
Altre tipologie della denominozione: la tipologia Superiore deve avere un titolo alcolometrico minimo di almeno 12% e un periodo minimo di affinamento di 7 mesi;la tipologia Riserva prevede lo stesso titolo alcolometrico minimo di 12%,ma il periodo minimo di affinamento sale a 26 mesi.La DOCG Chianti prevede inoltre le 7 Sottozone Colli Aretini,Colli Fiorentini,Colli Senesi,Colline Pisane,Montalbano,Montespertoli e Rufina.Per le Sottozone Colli Fiorentini,Montespertoli e Rufina,il titolo alcolometrico minimo deve essere 12%(anche nella tipologia Superiore di ognuna di queste sottozone)e il periodo minimo di affinamento di 7 mesi,mentre le Sottozone Colli Aretini,Colli Senesi,Colline Pisane e Montalbano,il titolo alcolometrico minimo deve essere di 11,5% (12% per il Superiore)e il periodo minimo di affinamento di 4 mesi.La tipologia Superiore di tutte le 7 Sottozone deve avere un periodo minimo di affinamento di 7 mesi.la tipologia Riserva di tutte le 7 Sottozone deve avere un titolo alcolometrico minimo di 12,5% e un periodo minimo di affinamento di 26 mesi.
Temperatura di servizio: 16-20 °C


Il colore è in genere rosso rubino,discretamente intenso.
Il profumo libera sentori di marasca,frutti di bosco e viole.
Il sapore è secco e discretamente caldo,morbido e dotato di buona freschezza,mentre i tannini sono delicati e contribuiscono a dare struttura e un buon equilibrio.
Abbinamento: il Chianti,a tavola,è il compagno ideale di salumi come il prosciutto toscano e quello di cinta senese,la pancetta steccata e la celebre finocchiona.Altri felici accoppiamenti sono la tradizionale scottiglia(una preparazione che ricalca il carattere del cacciucco,ma a base di carni rosse),il pollo alla diavola,la trippa alla fiorentina,la porchetta,il pecorino toscano e il marzolino del Chianti.E sembra quasi superfluo sottolineare come vicino alla classica fiorentina sia in grado di esaltare al massimo le sue piacevoli doti.

La zona di produzione del Chianti,situata tra Firenze,Siena,Arezzo,Pistoia e Pisa,è molto ampia e per molto tempo ha compreso anche l'area di produzione più antica,quella "classica",dalla quale,a partire dal 1996,è stata separata la DOCG Chianti Classico.
Il tradizionale fiasco impagliato del Chianti è stato il simbolo del vino italiano nel mondo per molti anni.A partire dall'Ottocento,da quando Bettino Ricasoli stabilì le uve da utilizzare e i sistemi di coltivazione e di produzione da seguire,molti miglioramenti sono stati realizzati.La selezione dei migliori ceppi delle uve,dell'epoca più adatta per la vendemmia e la cura nelle tecniche di vinificazione,hanno migliorato la predisposizione all'affinamento di questi vini,a conferma della loro qualità.La vinificazione del Chianti prevede un tecnica particolare,il cosiddetto "governo alla toscana", che consiste in una lenta rifermentazione del vino appena svinato,con l'aggiunta di uve leggermente appassite.Questa pratica è obbligatoria per i vini destinati al consumo entro l'anno successivo alla vendemmia,e la specificazione "governato" (o termini simili) deve essere riportata sull'etichetta.
Il Chianti offre il suo migliore carattere nell'arco di un paio d'anni,grazie anche al "governo alla toscana" che ne esalta le note fresche e fruttate.Diverse sono invece le doti delle varie Riserve,che possono raggiungere livelli qualitativi più elevati anche dopo alcuni anni dall'imbottigliamento.

venerdì 5 marzo 2010

valtellina superiore


lombardia

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con Decreto del 1998,pubblicato su GU dello stesso anno.
Zona di produzione: comprende i comuni di Berbenno di Valtellina,Bianzone,Buglio in Monte,Castione Andevenno,Chiuro,Montagna in Valtellina,Poggiridenti,Ponte in Valtellina,Postalesio,Sondrio,Teglio,Tirano,Tresivio e Villa di Tirano in provincia di Sondrio.
Uve: nebbiolo,qui denominato chiavennasca,min. 90%.
Titolo alcolometrico minimo: 12%.
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di 25 mesi.L'epoca migliore per il consumo è compresa tra i 3 e i 5 anni.
Altre tipologie della denominazione: la DOCG Valtellina Superiore prevede anche le Sottozone Sassella,Grumello,Inferno,Valgella e Maroggia.La tipologia Riserva di questi vini prevede un periodo minimo di affinamento di 37 mesi.
Temperatura di servizio: 18 - 20 °C.


Il colore è un rubino tendente al granato,che sfuma verso l'aranciato dopo lunghi periodi di affinamento.
Il profumo è intenso,con sentori di confetture di frutta rossa,spezie e cuoio.
Il sapore spicca per le sensazioni legate alla presenza dell'alcol e dei tannini,con una buona morbidezza e una discreta acidità,che tende lentamente a sfumare nel tempo.
Abbinamento: seppur con le loro diverse caratteristiche,questi vini si abbinano molto bene con le preparazioni tradizionali della cucina valtellinese,come i pizzoccheri,gli sciatt,la polenta taragna condita con il casera,oltre che con piatti di cacciagione come il fagiano arrosto.Ma sono davvero deliziosi accanto a formaggi stagionati locali,primo fra tutti il Bitto,ma anche con gli altri provenienti dalle più diverse regioni d'Italia,purchè ricchi di profumi e sapori intensi e aromatici.


La Valtellina è una zona difficile da coltivare,con ripidi pendii e terrazze che salgono fino a 1000 metri.Il vitigno impiegato è il nebbiolo,chiamato in questa zona chiavennasca.

giovedì 4 marzo 2010

sforzato - sfursàt


lombardia

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con DM del 19-03-2003 pubblicato su GU dello stesso anno.
Zona di produzione: comprende i comuni di Ardenno,Berbenno di Valtellina,Bianzone,Buglio in Monte,Caiolo,Castione Andevenno,Chiuro,Montagna in Valtellina,Poggiridenti,Ponte in Valtellina,Postalesio,Teglio,Tirano,Tresivio e Villa di Tirano.
Uve: nebbiolo min.90%,10% di altre uve a bacca rossa raccomandate per la provincia di Sondrio.
Titolo alcolometrico minimo: 14%.
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di 20 mesi,di cui almeno 12 in botte di legno,a partire dal 1° aprile dell'anno successivo a quello della vendemmia.
Temperatura di servizio: 18-20 °C


Il colore è di bel rosso rubino con sfumature color granato dopo affinamento.
Il profumo è intenso e ricco di sensazioni di frutta,ciliegia sotto spirito,cannella e chiodi di garofano e,se l'affinamento è lungo,piacevoli accenti di tabacco e cioccolato,si possono percepire anche al gusto.
Il sapore è sapido,con la componente tannica in equilibrio con il contenuto in alcol.Splendido degustato da solo,come vino da meditazione,si propone in abbinamento con formaggi,preparazione a base di selvaggina,pasticceria secca.


Valtellina Sforzato o sfursàt,è il nome di questo vino che ha ricevuto il riconoscimento a DOCG.Vino di carattere,è ottenuto con la vendemmia manuale dei grappoli più belli di nebbiolo,che poi vengono lasciati appassire su graticci in locali ampi e arieggiati per 3 - 4 mesi.In questo periodo gli acini perdono acqua e gli zuccheri si concentrano.La vinificazione con macerazione a contatto con le vinaccia è lenta,per favorire l'estrazione di sostanze coloranti e aromatiche.

mercoledì 3 marzo 2010

franciacorta


lombardia

bianco - white
rosato - rosè



Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con Decreto del 1995,pubblicato su GU dello stesso anno.
Zona di produzione: comprende i comuni di Adro,Capriolo,Cellatica,Corte Franca,Erbusco,Gussago,Iseo,Monticelli Brusati,Ome,Paderno Franciacorta,Paratico,Passinaro,Provaglio d'Iseo,Rodengo Saiano,Cazzago San Martino,Coccaglio,Cologne e Rovato in provincia di Brescia.
Uve: chardonnay e/o pinot bianco e/o pinot nero per il Bianco.Chardonnay e/o pinot bianco e pinot nero min.15% per il rosato.
Titolo alcolometrico minimo: 11,5%
Affinamento: è previsto un periodo di 25 mesi,a partire dalla vendemmia,dei quali almeno 18 di permanenza sui lieviti.L'epoca migliore per il consumo è entro 1-2 anni dalla sboccatura.
Altre tipologie della denominazione: la DOCG Franciacorta,Franciacorta Rosè e Franciacorta Satèn,è utilizzata per designare lo Spumante prodotto con il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia.Per il Franciacorta millesimato è obbligatorio l'utilizzo almeno dell'85% del vino dell'annata di riferimento.
Temperatura di servizio: Bianco 6-8 °C. Rosato 10-12 °C.


Il colore del Bianco è giallo paglierino con riflessi dorati,quello del Rosato è rosa brillante.
Il profumo raffinato ricorda la frutta a polpa bianca,e a volte gli agrumi o i frutti esotici,i fiori di gelsomino e camomilla,la vaniglia o la nocciola tostata,a seconda dell'evoluzione e dell'epoca della sboccatura.E queste sensazioni odorose vengono rese ancora più piacevoli e particolari da quelle di lievito e di crosta di pane o in alcuni casi,di pane tostato.
Il sapore è intenso e morbido,con sapidità e acidità rinfrescanti,ulteriormente ravvivate dall'effervescenza dell'anidride carbonica.Dal 1990,solo in Franciacorta,per identificare lo Spumante Brut morbido come la seta,prodotto solamente con uve chardonnay e pinot bianco,può essere utilizzato il termine Satèn,che viene riportato in etichetta.
Abbinamento: gli spumanti di Franciacorta sono eleganti,ottimi al momento dell'aperitivo,ma adatti ad accompagnare un intero pasto a base di pesce,come risotti con scampi e zucchine o asparagi,linguine ai frutti di mare,pesci al forno e alla griglia.Il Rosato,può essere perfetto con antipasti di salumi delicati e con preparazioni a base di carni bianche.


La Franciacorta è una zona compresa tra Brescia e il lago d'Iseo,nella quale i vigneti,coltivati con cura,producono uve in grado di fornire vini base di grande qualità per la successiva maturazione,in acciaio o in piccole botti e,in un periodo posteriore,per la spumantizzazione.E' davvero interessante visitare queste cantine buie e silenziose,dove lo spumante,chiuso nelle bottiglie,riposa a lungo,a contatto con i lieviti,formando bollicine fini ed eleganti.Sono infatti proprio i lieviti i responsabili della fermentazione degli zuccheri e della loro conseguente scissione in alcol e anidride carbonica;questa,sviluppandosi in un recipiente ermeticamente chiuso,come la bottiglia,provoca la cosidetta "presa di spuma".

gavi

piemonte

bianco - white


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con Decreto del 1998,pubblicato su GU dello stesso anno.
Zona di produzione: comprende i comuni di Arquata Scrivia,Bosio,Capriata d'Orba,Carrosio,Castelletto d'Orba,Francavilla Bisio,Gavi,Novi Ligure,Parodi Ligure,Pasturana,San Cristoforo,Serravalle Scrivia e Tassarolo,in provincia di Alessandria.
Uve: cortese.
Titolo alcolometrico minimo: 10,5%
Affinamento: il disciplinare non prevede alcun periodo di affinamento.L'epoca migliore per il consumo è,in genere,entro un anno dalla produzione.
Altre tipologie della denominazione: la DOCG Gavi viene prodotta anche nelle tipologie Frizzante e Spumante.
Temperatura di servizio: 8-10 °C


Il colore è giallo paglierino con riflessi verdolini.
Il profumo è fruttato con sfumature di agrumi e con sentori floreali.
Il sapore è caratterizzato da una gradevole sapidità.
Abbinamento: il Gavi è indicato con gli aperitivi,ma può essere abbinato anche ad antipasti o primi piatti con sughi.


Ottenuto dal vitigno a bacca bianca cortese,il Gavi o Cortese di Gavi è un vino che si fa apprezzare per freschezza e profumo.

martedì 2 marzo 2010

ghemme

piemonte

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con Decreto del 1997,pubblicato su GU dello stesso anno.
Zona di produzione: comprende parte dei comuni di Ghemme e Romagnano Sesia in provincia di Novara.
Uve: nebbiolo,qui denominato spanna,min.75%,ammessi vespolina e/o uva rara.
Titolo alcolometrico minimo: 12,5%.
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di 36 mesi,ma questo vino può essere affinato molto più a lungo e dare ottimi risultati anche dopo 8-10 anni.
Altre tipologie della denominazione: il Ghemme Riserva prevede un titolo alcolometrico minimo di 12,5% e un periodo minimo di affinamento di 48 mesi.
Temperatura di servizio: 18-20 °C.


Il colore,secondo le caratteristiche delle uve impiegate,è rosso granato con sfumature aranciate dopo lungo affinamento.
Il profumo si articola in sentori floreali di viola,speziati ed eterei,con particolari accenti di liquirizia.
Il sapore è tannico e decisamente strutturato.Il Ghemme è infatti un vino assai ricco e complesso,appena ammorbidito,nei toni gustativi,dall'uva rara impiegata nell'uvaggio.
Abbinamento: come tutti i vini con queste caratteristiche,si abbina a piatti strutturati e ricchi di sapore intensi,come primi al ragù di selvaggina,brasati e arrosti di carni rosse,lepre in salmì,tutti i formaggi stagionati e al tapulone,un piatto tipico di queste zone.


Il Ghemme è senza dubbio un vino di grande qualità,ma fra tutti quelli ottenuti dalle uve nebbiolo è forse il meno famoso.

gattinara

piemonte

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con DPR 1990,pubblicato su GU del 1991.
Zona di produzione: comprende il comune di Gattinara in provincia di Vercelli.
Uve: nebbiolo,qui denominato spanna,vespolina max 4% e/o bonarda max 10%.
Titolo alcolometrico minimo: 12,5%
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di 37 mesi,ma questo vino può essere affinato molto più a lungo e dare ottimi risultati anche 8-10 anni.
Altre tipologie della denominazione: il Gattinara Riserva prevede un titolo alcolometrico minimo di 13% e un periodo minimo di affinamento di 49 mesi.
Temperatura di servizio: 18-20 °C.


Il colore è rosso granato intenso,ma dopo molti anni di affinamento in botte e in bottiglia sfuma lentamente verso un tono più chiaro e aranciato.
Il profumo è elegante,intenso,ricco di sentori di frutta rossa,viola,spezie e cuoio;dopo lunga evoluzione,può presentare alcune sfumature eteree.
Il sapore è strutturato e complesso,con tannini decisi che lasciano una scia leggermente amaricante.
Abbinamenti: il Gattinara si abbina perfettamente con il risotto o il brasato preparato con questo stesso vino,il capriolo al ginepro,la lepre in salmì,il filetto ai funghi e il bollito misto alla piemontese,oltre che con formaggi stagionati.


Anche per questo pregevole vino rosso DOCG il vitigno principale è il nebbiolo,che in questa zona viene chiamato spanna,ma l'aggiunta di vespolina,in uvaggio,può dare maggiore intensità sia al colore sia al profumo.

brachetto d'acqui

piemonte

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con Decreto del 1996,pubblicato su GU dello stesso anno.
Zona di produzione: comprende 18 comuni in provincia di Asti e 8 in provincia di Alessandria.
Uve: Brachetto
Titolo alcolometrico minimo: 11,5%,di cui almeno 5% svolto.
Affinamento: il disciplinare non prevede alcun periodo di affinamento.L'epoca migliore per il consumo è in genere entro 1-2 anni.
Altre tipologie della denominazione: la DOCG Brachetto d'Acqui viene prodotta nelle tipologie Rosso e Rosato.Questo vino può contenere anidride carbonica,prodotta solo per fermentazione,che determini,in recipienti chiusi, a 20°C,una sovrapressione non superiore a 1,7 bar.Lo spumante prevede un titolo alcolometrico minimo di 12%,di cui almeno 6% svolto.
Temperatura di servizio: 8-10 °C


Il colore è sempre vivace,porpora o rubino con riflessi violacei.
Il profumo molto intenso,riporta alle uve di origine,con sensazioni odorose di rose e fragoline di bosco.
Il sapore è gradevole,dolce,leggero,poco strutturato,ma vivace e rinfrescante,con una persistenza aromatica leggermente ammandorlata.
Abbinamento: il carattere piacevole e delicato rende il Brachetto d'Acqui perfetto in abbinamento con dessert non molto strutturati,ricchi dei profumi del sottobosco,bavarese ai lamponi echarlotte alle fragole ma anche con piccola pasticceria secca.


Il Brachetto d'Acqui ottenuto dall'uva aromatica Brachetto,coltivata quasi esclusivamente in queste zone collinari o,in ogni caso in Piemonte,è molto conosciuto nella versione Spumante.

lunedì 1 marzo 2010

barolo

piemonte

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con DPR del 1980,pubblicato su GU del 1981.
Zona di produzione: comprende i cumuni di Barolo,Castiglione Falletto,Serralunga d'Alba e,in parte quelli di Cherasco,Diano d'Alba,Grinzane Cavour,La Morra,Monforte d'Alba,Novello,Roddi e Verduno in provincia di Cuneo.
Uve: nebbiolo,con le sottovarietà lampia,michet,rosè.
Titolo alcolometrico minimo: 13%
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di 38 mesi.Il Barolo è un vino che può affinare in bottiglia 10-20 anni,ma alcune annate particolari hanno dato vini in grado di esprimersi al meglio dopo periodi ancora più lunghi.
Altre tipologie della denominazione: il Barolo riserva prevede un periodo minimo di affinamento di 62 mesi.
Temperatura di servizio: 20-22 °C

Il colore del Barolo è comunque sempre uno splendido rosso granato trasparente,tipico delle uve nebbiolo,con riflessi aranciati.
Il profumo è complesso,con profumi di rose appassite,confetture di lamponi e fragoline.Con il passare del tempo si arricchisce di sentori di noce moscata,funghi secchi,pepe nero,tartufo,liquirizia,tabacco e cuoio.Se poi il Barolo è stato prodotto secondo i criteri più moderni,si possono percepire profumi balsamici e di cioccolato.
Il sapore del Barolo,vino austero e robusto,è particolarmente strutturato,morbido e sapido,ricco di un'importante componente tannica e di una freschezza che si mantiene a lungo,garantendo alla nobile bevanda una grande longevità.
Abbinamento: un vino con queste caratteristiche non può che dare splendidi risultati quando si abbina con il tradizionale brasato al Barolo,il filetto al pepe,la bagna caòda alla finanziera,piatti tartufati e ricchi di salse elaborate,lepre in civet,formaggi stagionati.


Il Barolo è molto apprezzato anche all'estero,soprattutto in Germania e negli Stati Uniti,dove vengono esportate molte più bottiglie di quante ne vengano consumate nel nostro Paese.La scelta dei tipi di nebbiolo da impiantare nelle colline dove il vitigno ha trovato il suo habitat migliore si orienta verso quelli ad acino piccolo,con una grande concentrazione nelle bucce di sostanze in grado di dare ottime componenti di colore e tannino.Nelle zone attorno a Castiglione Falletto,Serralunga e Monforte d'Alba,si ottengono vini più robusti,molto longevi e di grande prestigio,mentre in quelle nei pressi di La Morra,vini più profumati,morbidi ed eleganti,ma destinati a un affinamento più breve.Tra "bricchi" e "sorì" (così i langaroli chiamano i diversi poderi,i piccoli appezzamenti di terreno con le migliori esposizioni a sudovest e a sudest)si respira un'atmosfera particolare.Tuttavia,da qualche tempo,i produttori sembrano orientati a seguire due diverse "filosofie" nella concezione di questo vino superbo:quelli che puntano su un prodotto tradizionale preferiscono il Barolo più robusto e tannico,potente e longevo,da affinare a lungo in grandi botti e poi in bottiglia.Invece quelli che puntano su un vino di concezione più moderna utilizzano piccole botti d'invecchiamento con l'obiettivo di produrre un vino un po' più morbido,già apprezzabile in tempi brevi.

barbaresco

piemonte

rosso - red


Riconoscimento legale: DOCG riconosciuta con DPR del 1980,pubblicato su GU del 1981.
Zona di produzione: comprende i comuni di Barbaresco,Neive,Treiso e la parte della frazione San Rocco Senodelvio del comune di Alba,in provincia di Cuneo.
Uve: nebbiolo,sottovarietà lampia,michet,rosè.
Titolo alcolometrico minimo: 12,5%
Affinamento: il disciplinare prevede un periodo minimo di 26 mesi.Il Barbaresco è un vino che può dare il meglio del proprio carattere anche dopo 10/15 anni e, in alcuni casi,anche di più.
Altre tipologie della denominazione: il Barbaresco Riserva,prevede un periodo minimo di affinamento di 50 mesi.
Temperatura di servizio: 18 - 20 °C

Il colore del Barbaresco ha le tonalità rosso granato tipiche del grande vitigno da cui si ottiene,con splendide sfumature aranciate.
Il profumo è di alto lignaggio,ampio e complesso,con profumi fruttati di confetture di frutti rossi e floreali di viola che,con l'affinamento,si arricchiscono di sentori di spezie(come la vaniglia,la noce moscata e la cannella),di legno,di frutta secca(come la nocciola tostata),di cuoio,di tabacco,di liquirizia e di cacao.
Il sapore è secco,ma sempre vellutato.Nel tempo esprime tutto il suo calore e acquista morbidezza,mantenendo il ricco patrimonio di tannini.
Abbinamento: il Barbaresco si abbina splendidamente con pietanze a base di carni rosse,in preparazioni anche elaborate,ricche di profumi e sapori intensi e persistenti,come i piatti in cui è presente il pregiato tartufo bianco d'Alba,con la selvaggina e con i formaggi stagionati.


Il vino di Barbaresco,comune collinare a nordest di Alba,era già noto ai Romani e nei secoli non ha fatto altro che migliorare,diventando uno tra i più importanti vini italiani.Anche se può sembrare strano,solo alla fine del XIX secolo il Barbaresco divenne definitivamente vino secco,secondo nuove tecniche di produzione che lo volevano "fine,morbido,generoso".
Sulle colline della zona di produzione,il nebbiolo segue il suo ciclo vegetativo e colturale più ampio:è il primo a germogliare e l'ultimo a lasciar cadere le foglie e questo è il motivo per cui è molto soggetto alle variazioni climatiche,sia per quanto riguarda le gelate primaverili tardive sia per l'incidenza delle piogge e delle nebbie autunnali.Sono appunto questi i fattori che determinano la notevole diversificazione tra le annate,evidente per il Barbaresco così come per il Barolo.
Il nebbiolo è un vitigno molto legato a questa terra,infatti,il suo impianto non ha dato risultati positivi al di fuori del Piemonte e della Lombardia.Il terreno di queste colline a est di Alba è in genere argilloso-calcareo e le vigne migliori si trovano tra i 300 e i 450 metri di altitudine.Sempre elegante,il Barbaresco esprime caratteri diversi a seconda degli appezzamenti di terreno:i vini di Treiso,infatti,sono più strutturati,aristocratici e raffinati rispetto a quelli di Neive,che sono invece più longevi e ricchi di quelli di Barbaresco.